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PRESENTAZIONE DEL
CONTESTO
L'ambito territoriale del
progetto è l’area sosta Tomba Forella, via Tomba Forella, San
Lazzaro Idice. Si tratta di una zona isolata e mal collegata con
la città di Bologna e con i paesi limitrofi. Il centro ospita
diverse famiglie Rom provenienti dalla Bosnia da una parte e famiglie
Sinti dall’altra. Si tratta di circa 100 persone, di cui circa
l’80% è rappresentato da donne e bambini. Il campo, seppur aperto
nel 1996, si trova in una
condizione di marginalità sociale: oltre ai problemi di collegamento
con l’esterno, le famiglie vivono in condizioni di sovraffollamento
in container, di cui alcune in condizioni fatiscenti.
TARGET
L’associazione Harambe dal giugno 2009 ha avviato
un intervento concreto rivolto ai minori e ai giovani della
struttura che volontariamente hanno voluto partecipare alle attività
proposte dai nostri volontari. Ciò non esclude il nostro impegno a
creare un dialogo con le famiglie in funzione del lavoro con i
ragazzi.
FINALITA’
Le finalità del progetto
elaborato da Harambe sono state articolate in base alla realtà
effettiva in cui l’associazione si troverà ad operare, avendo come
obiettivo quello di portare all’area sosta prima di tutto un
sostegno i cui beneficiari siano i minori lì residenti, in mancanza
di un vero e proprio intervento assistenziale quotidiano.
Il progetto qui
presentato vanta dunque la particolarità di essere costruito su una
base prettamente empirica: esso prende in considerazione fatti e
bisogni riscontrati sul campo, rivelati anche grazie al coordinamento
con gli altri operatori dell'area.
Le problematiche generali
riscontrabili sono:
Il
campo costituisce un’entità a sé stante e, per molti, i contatti
con l’esterno sono minimi.
Il
“confinamento” nella area è uno dei fattori causali della
difficoltà a relazionarsi: soprattutto i minori hanno raramente
occasione di frequentare altri spazi di socializzazione, sia per la
giovane età (difficilmente si allontanano soli), sia per la mancanza
di concrete opportunità di frequentare altri luoghi (non sanno dove
andare).
La
difficoltà a relazionarsi porta a una crescente incomunicabilità
nei confronti dell’altro, che può creare incomprensioni e
malintesi.
Alle
difficoltà con il mondo esterno si sommano quelle all'interno del
campo: sono presenti alcune rivalità tra le due comunità Sinti e
Rom, ostilità evidentemente radicate nell’educazione che hanno
ricevuto dalla famiglia.
SCUOLA: In
particolare si rilevano grossi problemi di inserimento scolastico e
di frequenza quotidiana delle lezioni. Le responsabilità sono da
attribuirsi sia a uno scarso incoraggiamento da parte dei genitori
e alla loro difficoltà a seguire i ragazzi nel percorso scolastico
da svolgersi a casa, sia alla scarsa presenza di figure
istituzzionali che aiutino i ragazzi per un reale inserimento
all'interno del gruppo classe di appartenenza. Difficoltà aggravata
da un problema di apprendiemento scolastico che riguarda soprattutto
i bambini che frequentano le elementari.
DISAGIO SOCIALE cui
i ragazzi sono soggetti, rilevabile da atteggiamenti che manifestano
insoddisfazione, frustrazione, noia, che si manifesta in modo
maggiormente evidente per i ragazzi prossimi alla maggiore età che
non frequentano più la scuola e non sanno come impiegare le loro
giornate. Vivere una condizione di marginalità e di esclusione e di
incertezza porta con sé atteggiamenti a volte ostili, non
rispettosi dell’altro e dell’ambiente stesso in cui si vive.
OBIETTIVI GENERALI
Il Progetto ha come fine
principale l’integrazione sociale attraverso attività educative e
ricreative, che conivolgono i bambini e adolescenti attualmente
presenti al campo di età compresa tra i 3 e i 18 anni. Ci si propone
di sostenere il percorso scolastico dei giovani responsabilizzando
maggiormente gli adulti.
Si vorrebbe superare
l’isolamento e l’estraneità dalla città, favorire la
socializzazione interna tra i ragazzi della struttura ed esterna con
i coetanei bolognesi, favorendo la frequentazione di luoghi che
offrono accoglienza e possibilità di condivisione (strutture
sportive, centri civici, luoghi di ritrovo...). Ci si propone di
rendere le risorse pubbliche cittadine disposte per i giovani
raggiungibili e fruibili anche per i ragazzi del campo.
L’associazione si
propone, inoltre, di rendere i giovani dei soggetti finalmente
partecipi e attivi sia nel luogo in cui risiedono, sia nell’ambito
cittadino, non dimenticando mai l’importanza attribuita alla loro
volontà creativa e alle loro aspirazioni.
Inoltre organizzare un
supporto di alfabetizzazione per adulti, in base alle richieste,
potrebbe essere un ulteriore attività volta a creare una maggiore
integrazione nella società.
ATTIVITA’
Per raggiungere le
finalità descritte, il primo passo da compiere è la creazione di un
rapporto di reciproca fiducia, unito ad un’approfondita conoscenza
dei ragazzi, delle famiglie e delle dinamiche instauratesi
all’interno dell’area sosta. L’azione di Harambe deve essere
tesa ad instaurare un rapporto diretto, di collaborazione e dialogo
con i nuclei familiari e poter presentare ai soggetti istituzionali
preposti eventuali problemi o richieste delle famiglie.
Sul versante pratico, il
progetto di dopo-scuola conta sulle forze e sulla disponibilità
volontaria di una trentina di studenti dell’Università di Bologna
e sulla conoscenza diretta di quanto accade dentro alla comunità. La
condizione dell'intervento attuale è di 4 volontari per 4 pomeriggi
alla settimana dalle 16 e 30 alle 19 e 30 circa (l'obiettivo sarebbe
di garantire la presenza dei volontari almeno 5 volte alla settimana)
in modo da poter svolgere le seguenti attività:
attività
ricreative per i bambini, volte alla conoscenza reciproca,
all’inclusione e all’incontro attraverso giochi di gruppo,
giochi didattici, disegno e libero sfogo alla creatività
costruttiva;
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aiuto nello
svolgimento dei compiti e di altre attività scolastiche,
contattando eventualmente gli insegnanti dei ragazzi iscritti a
scuola e mantenendo un dialogo costante con l'educatrice
responsabile. La percentuale dei ragazzi che vanno regolarmente a
scuola è molto bassa, di conseguenza risulta importante coinvolgere
anche i genitori, di modo che siano anche loro ad incoraggiare la
frequenza scolastica dei figli;
connessione con
attività di orientamento (dimensione lavorativa o di studio)
per i ragazzi più grandi: collaborazione con sportelli di
orientamento gestiti da associazioni radicate sul territorio.
Ascoltarli e capirne le motivazioni e le intenzioni per dar loro gli
strumenti necessari per compiere una scelta consapevole sul proprio
futuro. Ciò appare, a nostro parere, un atto dovuto in un’ ottica
di integrazione e di costruzione di una società multietnica che
garantisca ad ognuno i propri diritti;
laboratori di
discipline artistiche cui bambini/ragazzi si dichiarino
particolarmente interessati: laboratorio creativo (utilizzo di
materiale riciclato e non), giocoleria, musica, danza, teatro,
pittura, marionette. In particolare da gennaio 2010 sono stati
allestiti due laboratori: uno di fotografia e di espressione
teatrale. Il primo oltre a fornire competenze base si propone
inoltre di presentare le fotografie realizzate dalle ragazze
coinvolte durante gli eventi di sensibilizzazione organizzati
dall'associazione Harambe. Il secondo laboratorio ha come scopo
primo l'essere un momento di socializzazione al di fuori del campo
per le ragazze più grandi e come scopo ultimo quello di allestire
uno spettacolo per i bambini.
Proprio per favorire
l'integrazione riteniamo anche importante svolgere attività al di
fuori del campo:
uscite con i
bambini ed i ragazzi, nel periodo primaverile, per far loro
conoscere una città che dovrebbe accoglierli e nella quale
dovrebbero potersi sentire a casa o semplicemente per offrir loro
alcune ore di svago all’aperto. Appuntamenti fissi sono la Par Tòt
– Parata a giugno e il festival delle culture Divercity a maggio.
VOLONTARI
Attualmente il progetto
coinvolge una trentina di volontari, che si recano ciascuno 1 o 2
pomeriggi a settimana al campo. L’associazione si propone di
coinvolgere a breve un numero maggiore di volontari, per alleggerire
il carico di impegno richiesto e per rendere l’intervento ancora
più efficiente e strutturato.
Ogni giornata ha un
gruppo di volontari e un coordinatore fissi per almeno 3 mesi,
elemento che permette la coesione e il coordinamento tra animatori,
oltre che il maggiore affiatamento dato anche dai rapporti di
amicizia che si instaurano. Ogni intervento è preceduto da un
incontro dei volontari che organizzano le attività e pianificano il
pomeriggio pur lasciandosi margini di flessibilità in base agli
stimoli che propongono i ragazzi.
Sono inoltre previste
riunioni quindicinali tra tutti i volontari del progetto, per il
coordinamento tra le varie giornate, l’organizzazione di “eventi”
(festa di natale, festa di carnevale, etc), la ricerca e la gestione
dei fondi, la diffusione del progetto, etc
C’è inoltre un
coordinamento con i volontari del progetto di via della Canapa, per
la condivisione delle linee d’azione elaborate.
L’aria sosta di San
Lazzaro è raggiunta dai volontari con una macchina di proprietà
dell’associazione, utilizzata anche per l’accompagnamento dei
minori per le attività esterne dalla struttura.
COSTI
Segue il bilancio
preventivo delle spese previste per l’anno accademico 2009-2010:
1. Carburante per i mezzi di trasporto per recarsi all’area sosta:
400 euro
2.
Assicurazione dei volontari impegnati: 900 euro
3.
Formazione e aggiornamento dei volontari, con interventi di operatori
culturali e tecnici linguistici per l’insegnamento dell’italiano:
300 euro
4.
Spese amministrative (telefonate per il coordinamento dei volontari):
200 euro
5.
Materiale di cancelleria e per i laboratori (necessario per tutte le
attività educative e ludiche previste): 400 euro
6.
Partecipazione dei bambini ad attività esterne di carattere
educativo e ricreativo .
1000 euro .
7.
Costo Roulottes 3000 euro
Totale: 6200
euro
L’associazione
organizza regolarmente delle cene di autofinanziamento rivolte alla
cittadinanza e specificatamente al mondo universitario per la
diffusione e la promozione delle attività che svolge.
TEMPI
Si prevede l’inizio
della fase operativa nel giugno 2009, preceduta da un’attività
preparatoria di 1 mese. Non è negli intenti dell’associazione
definire un termine di fine progetto.
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