| |
| |
SGOMBERO DEL CAMPO ROM IN VIA GOBETTI
16/11/2006
Giovedì 16
novembre è stato sgomberato il campo di Rom di
via Gobetti.
Le fonti ufficiali dicono fossero 123 immigrati, in
realtà
erano circa 180 di cittadinanza prevalentemente rumena.
Lo
sgombero, arrivato senza preavviso, è stato compiuto dalla
polizia con l'impiego di buldozer. La protezione civile ha soltanto
assistito all'azione. Gli
assistenti sociali sono arrivati 3 ore dopo, quando sul campo erano
rimaste solo tutte le baracche /roulette appiattite a terra, con dentro
tutto ciò che le famiglie avevano (stufe, vestiti, giocattoli,
etc).
Le autorità comunali affermano che l'operazione Gobetti
doveva concludersi con il rimpatrio di tutti i residenti del campo, in
quanto irregolari. Tuttavia queste stime si sono rivelate sbagliate, in
quanto in via Gobetti residevano anche un numero di immigrati con il
permesso di soggiorno, nonchè soggetti regolarizzabili, i.e.
donne incinte e neonati. Dunque, 80 persone sono state effettivamente
rimpatriate con un volo charter alle 2 di notte. 20 uomini portati nel
cpt. le donne con bambini (un sacco di neonati e donne in cinta), e
altri uomini hanno trascorso la notte in questura.
Il giorno dopo son
stati rilasciati, una quarantina di loro per lo più regolari
hanno occupato vicolo Bolognetti fin che non è arrivata la vice
sindaco Scaramuzzino a contrattare. Alla fine ha concesso un capannone
che è un deposito della polizia municipale in via
dell'Industria, in cui sono andate 35 persone. Le altre persone
rilasciate dalla questura,immigrati clandestini, non andate in vic.
bolognetti, sono fuggiti al controllo dele autorità per evitare
l'espulsione.
La situazione in Via dell'Industria, dunque, si configura come super
provvisoria. La struttura dovrebbe infatti aver già chiuso i
battenti ieri martedì 21. Le dinamiche si avvicinano molto a
quelle di un cpt, seppure gli inquilini siano soprattutto donne e
bambini. 35 persone sono ammassate in quello che in verità
è un unico stanzone senza appropriate condizioni igeniche (basti
pensare che ci sono solo bagni chimici e non ci sono le doccie).
C'è un cancello automatico da cui devono uscire alle 8 di
mattina e in cui possono rientrare solo alle 20 ( e non più
tardi). La situazione è gestita da vigili, dalla polizia e dalla
croce rossa. Le famiglie sono terrorizzate e si aspettano da un momento
all'altro di essere caricate su un aereo. Tuttavia essendo soggetti per
lo più regolari che non possono essere espulsi si cerca
contingentemente una sistemazione alternativa e più decente a
Via dell'Industria, tipo ex canoniche o appartamenti della curia vuoti.
La consulta del terzo settore si incontrerà giovedì 23/11
con l'amministrazione comunale per valutare queste sistemazioni
alternative e l'eventuale creazione di un nuovo campo di accoglienza
(temporaneo, ma si fa per dire)come quelli di Trebbo di Reno, Villa
Salus e Santa Caterina. Nel frattempo la situazione a Via
dell'Industria continua a deteriorare e dubitiamo che possa reggere per
il tempo necessario alle autorità "competenti" per prendere una
decisione.
A questo punto è necessario quantomeno evidenziare la scandalosa
incompetenza delle autorità comunali, in particolare nelle
persone del sindaco Cofferati e del il direttore dei servizi sociali di
Bologna Collina,in quanto attraverso lo sgombero hanno creato
un'emergenza umanitaria a Bologna, sfollando e ponendo in condizioni di
seria emergenza circa cento persone, tra cui casi fragili come donne
incinte e neonati e tra cui soggetti regolari. Il fatto che adesso le
stesse autorità che hanno provocato l'emergenza si trovino
impreparate e confuse è ridicolo, ed è forte la
preoccupazione che le soluzioni alternative saranno affrettate e
inaccurate.
Torna alla sezione News
|
|
|