PROGETTO CORCODUS
Progetto per il campo di Santa Caterina di Quarto

PRESENTAZIONE DEL CONTESTO



Santa Caterina di Quarto è un centro di prima accoglienza temporanea allestito nel novembre 2005 per accogliere le famiglie rumene allontanate dal campo presso il fiume Reno. 
Secondo una rilevazione del 16/01/05 sono presenti nel campo un totale di 99 persone, di cui 14 bambini tra i 4 e gli 11 anni, 3 ragazzi tra i 12 e i 14, 15 ragazzi tra i 15 e 17 anni e 62 adulti.
Il centro è diviso in box dove abitano 8-9 persone in ciascuno.
All’ingresso c’è un box riservato alla portineria gestito dalla cooperativa “Società La Dolce”; è inoltre disponibile un box per attività ricreative e per corsi di alfabetizzazione.
Il campo verrà chiuso il 30 maggio 2006.


BENEFICIARI

Il progetto Corcodus si rivolge a tutte le persone presenti nel campo.
L’intervento dei volontari, inizialmente rivolto ai bambini, ha immediatamente coinvolto tutti i componenti delle famiglie grazie alla cordialità e alla disponibilità mostrate nei confronti dei volontari sin dai primi giorni.


FINALITA’

Le finalità del progetto elaborato da Harambe sono state plasmate sulla realtà effettiva in cui l’associazione si è trovata ad operare, volendo portare a Santa Caterina un sostegno che prende in considerazione fatti e bisogni riscontrati sul campo, nel tentativo di perseguire obiettivi concreti per migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti.

Le problematiche generali riscontrate sono:
La difficoltà delle persone a superare un isolamento che comporta una mancanza di stimoli nel relazionarsi con il mondo esterno. Ciò è dovuto sia dalla posizione di “confinamento”del campo, data la sua distanza dal centro cittadino e dalla mancanza di concrete possibilità di frequentare altri luoghi. Ne scaturisce una situazione di crescente incomunicabilità nei confronti dell’altro.
 Il disagio sociale che le persone vivono, rilevabile da atteggiamenti che esternalizzano insoddisfazione, noia, frustrazione.
Una condizione di marginalità e di esclusione, di incertezza e di privazioni portatrici di un senso di sfiducia verso gli altri e verso l’ambiente stesso in cui si vive.
Le difficoltà a trovare uno stabile e duraturo inserimento nella società considerando il carattere temporaneo, sperimentale e precario della loro sistemazione nel campo di Santa Caterina.


OBBIETTIVI GENERALI

Al fine di superare queste problematiche, il progetto Corcodus dell’associazione Harambe si propone di instaurare un legame con i residenti di Santa Caterina e di creargli un collegamento con il mondo esterno, di promuovere buone relazioni tra gli abitanti del campo e, quindi, di migliorare il più possibile la loro condizione di vita.
Ci si propone di rendere le risorse cittadine più fruibili e accessibili per le persone del campo, per superare, così, l’isolamento e l’estraneità della città e favorire la socializzazione.
Il nostro intervento è, quindi, orientato a rendere gli abitanti del campo soggetti PARTECIPI e ATTIVI sia nel luogo in cui risiedono, sia nel contesto cittadino, cercando di dar voce alla loro creatività, ai loro sogni e alle loro aspirazioni e, nello stesso tempo, di stimolarli ad aprirsi e ad instaurare un contatto positivo con la realtà esterna.


OBBIETTIVI SPECIFICI

Reinserimento dei ragazzi nel contesto scolastico e conduzione di una “scuola” interna per coloro che desiderano affrontare le difficoltà linguistiche (spesso portatrici di difficoltà culturali  e burocratiche) con corsi di alfabetizzazione e di insegnamento della lingua italiana che facilitino l’inserimento nella realtà quotidiana.
Instaurare con gli adulti un rapporto di fiducia e di ascolto delle loro problematiche e difficoltà d’inserimento, che si concretizzi nella ricerca di occasioni e opportunità più dignitose e in linea con le loro aspirazioni.
Trasmettere ai bambini, mediante attività ludiche e ricreative, una prima consapevolezza dell’importanza del rispetto degli altri e delle regole basilari per una felice e serena convivenza nella società.
Incentivare la cura e il rispetto dell’ambiente in cui vivono.


ATTIVITA’

Per raggiungere le finalità descritte, le attività da noi svolte sono orientate in primo luogo all’instaurazione di un rapporto di fiducia reciproca mossa dal consolidamento di una conoscenza approfondita e capillare delle dinamiche del campo. L’azione del progetto è quindi tesa ad instaurare un rapporto diretto, di cooperazione e di dialogo, per presentare ai soggetti istituzionali preposti eventuali problemi o richieste delle famiglie.

La disponibilità di un box e di un ampio spazio all’aria aperta ci consente lo svolgimento delle seguenti attività:
Aiuto nello svolgimento dei compiti (per i pochi che frequentano la scuola) e contatto con gli insegnanti dei ragazzi, mantenendo un dialogo costante e produttivo.
Corsi di supporto e di alfabetizzazione per l’apprendimento dell’italiano. Cerchiamo di prestare massima attenzione al metodo d’insegnamento utilizzato che tiene in considerazione le necessità e i diversi livelli di conoscenza delle persone.
Attività ricreative per i bambini volte all’incontro e alla conoscenza reciproca attraverso giochi di gruppo e altre esperienze didattiche(disegno,lettura di fiabe…)
Collaborazione con altre realtà associative per favorire l’attivazione di tutti i possibili percorsi di formazione-lavoro per giovani e adulti che consentano l’accesso a permessi di soggiorno per motivi di studio, formazione, tirocinio…
Organizzazione di feste e giornate particolari per rompere la monotonia di una quotidianità di frustrazioni e mancanze.
Uscite con i bambini ed i ragazzi nel periodo primaverile per offrir loro un’opportunità di svago e di contatto con la realtà esterna.
Possibilità di vacanze estive per i ragazzi, avvalendosi dell’organizzazione già disposta per questo da altre associazioni (centri Rousseau), condividendone eventualmente le spese di realizzazione.


PATNERS COINVOLTI

Harambe collabora attivamente con l’associazione “Mosaico di Solidarietà Onlus”che svolge attività di volontariato nel campo di Santa Caterina di Quarto proponendosi come soggetto ricercatore di soluzioni a livello istituzionale per favorire l’integrazione delle persone presenti nel campo.
Per dare continuità ed efficacia alle attività svolte ci avvaliamo di un coordinamento con periodicità settimanale attraverso riunioni in cui si confrontano le impressioni e si evidenziano eventuali problematiche rilevate sul campo.


VOLONTARI

Attualmente il progetto coinvolge circa 25 volontari (tutti studenti universitari), che si recano ciascuno 1 o 2 pomeriggi a settimana a Santa Caterina. Per rendere l’intervento più efficiente e strutturato,  il progetto si avvale di studenti di diverse facoltà, che portano per il bene della collettività le proprie specifiche esperienze e conoscenze universitarie.
Ogni giornata ha un gruppo di volontari e un coordinatore fissi, elemento che permette la coesione e la collaborazione oltre che il maggior affiatamento.
Ogni intervento è preceduto da un incontro dei volontari che organizzano le attività e pianificano il pomeriggio pur lasciandosi margini di flessibilità in base agli stimoli che propongono i ragazzi.
Sono inoltre previste riunioni settimanali di coordinamento tra i vari gruppi al fine di favorire la continuità delle attività svolte nei vari giorni e organizzare particolari “eventi”(festa di Carnevale,festa di Pasqua).
C’è inoltre un coordinamento con i volontari degli altri progetti avviati da Harambe
(progetto Coccinella e progetto Zambet).
Santa Caterina è raggiunta dai volontari con un pulmino di proprietà dell’associazione,utilizzato anche per l’accompagnamento dei minori per le attività esterne al campo.

anta caterina di Quarto è un centro di prima accoglienza temporaneo allestito nel novembre del 2005 per accogliere le famiglie rumene allontanate dal campo presso il fiume Reno.

Secondo una rilevazione del 16 /01 (il numero delle presenze varia di continuo) un totale di 99 persone, di cui 14 bambini tra i 0 e i 3 anni , 5 bambini tra i 4 e gli 11 anni , 3 ragazzi tra i 12-14 anni, 15 ragazzi tra i 15 e i17 anni , 62 adulti.