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PROGETTO ZAMBET
Progetto per la struttura residenziale "Villa Salus" |
PRESENTAZIONE DEL CONTESTO
Villa Salus è la struttura, sita in via Malvezza 2/2, che il Comune di Bologna dal marzo 2005 ha adibito alla sistemazione di una comunità di rumeni dopo lo sgombero che la stessa aveva subito dal FerrHotel di via Casarini, occupato e gestito con il "foro migranti" del Bologna Social Forum.
La sistemazione a "Villa Salus" non può certo ritenersi una soluzione efficace: i locali utilizzati sono infatti quelli della casa di cura omonima, chiusa da vari anni, ceduta in comodato d'uso al Comune dal privato proprietario, e convertiti in soluzione abitativa pur senza apporvi lavori di ristrutturazione o di adattamento per le nuove funzioni.
Dei 5 piani della struttura, il quarto e il quinto sono adibiti all'alloggio delle famiglie (una per stanza), mentre i primi tre piani sono chiusi. Ogni piano ha servizi igienici e una cucina in comune per tutte le famiglie. Il piano terra ospita la portineria, gestita dalle cooperative sociali La Strada di Piazza Grande e Altercoop, e altre stanze non accessibili alle famiglie se non in presenza di operatori esterni. Tali locali (4 stanze) erano ai tempi della casa di cura quelli del reparto fisioterapia, di cui tuttora mantengono la strumentazione e parte dell'arredo, e sono quelli di cui l'associazione Harambe dispone per le attività con i minori.
Tra gli elementi penalizzati per il benessere degli ospiti, alla condizione fatiscente della struttura e alla sua inadeguatezza per l'ospitalità di una comunità di famiglie, sono da aggiungere anche la posizione periferica rispetto al centro della città e l'isolamento dal nucleo abitativo del quartiere Savena: Villa Salus si trova infatti in mezzo ai campi, prossima solo a una caserma di polizia. Di certo l'isolamento non aiuta l'integrazione della comunità rumena ospitata con quella bolognese, stimola piuttosto il fenomeno della ghettizzazione.
La comunità alloggiata a Villa Salus secondo i dati forniti dal Comune è composta da 32 famiglie rom rumene, per un totale di 146 persone di cui 75 minori. E' possibile che tali dati siano sottostimati.
Ci risulta che un'esigua percentuale dei minori di età scolare sia iscritta alla scuola pubblica, e una parte ancora più esigua di questa la frequenti con regolarità. Il servizio di trasporto scolastico è attualmente gestito dalla cooperativa sociale Società Dolce.
Degli adolescenti, solo 1 ragazza frequenta un corso di istruzione secondaria, mentre la maggioranza degli altri non ha occupazione precisa. Molti ragazzi hanno un grado di alfabetizzazione molto basso.
Si può dire in generale che per la maggioranza dei casi i minori sono sostanzialmente abbandonati a loro stessi, senza un percorso scolastico in atto o un progetto specifico delineato dai servizi sociali.
TARGET
L'associazione Harambe dal gennaio 2006 ha avviato un intervento concreto rivolto a quelli tra i 75 minori e i 20 giovani della struttura che volontariamente hanno voluto partecipare alle attività proposte, nei termini delle finalità e dei metodi indicati oltre.
FINALITA'
Le finalità del progetto elaborato da Harambe sono state plasmate sulla realtà effettiva in cui l'associazione si è trovata ad operare, volendo portare a Villa Salus prima di tutto un sostegno che andasse a beneficio dei minori lì residenti, in mancanza di un vero e proprio intervento assistenziale.
Il progetto qui presentato vanta dunque la particolarità di essere costruito su una base prettamente empirica: esso prende in considerazione fatti e bisogni riscontrati sul campo, le attività tese al perseguimento degli obiettivi hanno reale possibilità di attuazione, i costi sono ponderati.
Le problematiche generali riscontrabili sono:
la difficoltà dei giovani a relazionarsi con il mondo esterno a Villa Salus, un fattore che diviene a sua volta concausa di altre questioni critiche.
Villa Salus costituisce un'entità a sé stante e, per molti, i contatti con l'esterno sono minimi.
Il "confinamento" nella struttura è uno dei fattori causali della difficoltà a relazionarsi: soprattutto i minori hanno raramente occasione di praticare altri spazi di socializzazione, sia per la giovane età (difficilmente si allontanano soli), sia per la mancanza di concrete opportunità di frequentare altri luoghi (non sanno dove andare).
La difficoltà a relazionarsi porta a una crescente incomunicabilità nei confronti dell'altro, sia coetaneo, sia adulto: quando non si è avvezzi all'incontro o allo sforzo comunicativo diventa difficile intendersi e acoltarsi. Sono inoltre presenti alcune rivalità interne tra ragazzi di famiglie ed etnie (rom e non rom) diverse, ostilità evidentemente radicate nell'educazione che hanno ricevuto dalla famiglia.
la difficoltà a trovare giusto e duraturo inserimento nel contesto in cui si desidera vivere: i giovani non appartengono ad altro gruppo che non sia quello parentale e della comunità rumena. I ragazzi che usufruisono di un inserimento scolastico sono eccezioni, e la frequenza discontinua li pone spesso al pari dei loro coetanei non scolarizzati nel godere dello status di "ospiti" nel contesto scolastico e cittadino, relegandoli per lo più alla passività e all'emarginazione.
il disagio sociale cui i ragazzi sono soggetti, rilevabile da atteggiamenti che esternalizzano insoddisfazione, frustrazione, noia. Vivere una condizione di marginalità e di esclusione, di incertezza e di privazioni porta con sé atteggiamenti ostili, non rispettosi dell'altro e dell'ambiente stesso in cui si vive.
Obiettivi generali
Al fine di superare queste problematiche, i volontari dell'associazione Harambe si propongono di diventare il ponte tra il contesto d'appartenenza dei ragazzi e il mondo in cui vorrebbero inserirsi.
Ci si propone di rendere le risorse pubbliche cittadine disposte per i giovani raggiungibili e fruibili anche per i ragazzi di Villa Salus. Si vuole superare l'isolamento e l'estraneità dalla città, favorire la socializzazione interna tra i ragazzi della struttura ed esterna con i coetanei bolognesi, favorendo la loro frequentazione di luoghi che offrono accoglienza e possibilità di condivisione (strutture sportive, centri civici, luoghi di ritrovo, ...). Apportando un valore aggiunto alla permanenza a Villa Salus, l'associazione si propone inoltre di rendere i giovani dei soggetti finalmente partecipi e attivi sia nel luogo in cui risiedono, sia nell'ambito cittadino, non dimenticando mai l'importanza attribuita alla loro volontà creativa e alle loro aspirazioni.
Obiettivi specifici
Considerando i problemi pratici che i ragazzi si trovano ad affrontare nella vita di tutti i giorni, le attività proposte nel progetto hanno l'obiettivo di agevolare un buon reinserimento nel contesto scolastico preferibilmente nella classe d'età d'appartenenza, soprattutto per coloro che desiderano frequentare ma non riescono a farlo per via delle difficoltà linguistiche, culturali o burocratiche.
Per i più adulti, l'obiettivo è invece di agevolarli nella ricerca di corsi di formazione e di occasioni lavorative dignitose e in linea con le loro aspirazioni, fornendo un supporto per quanto riguarda i documenti e il rapporto con istituzioni e servizi pubblici, avvalendosi anche dello sportello sociale di cui l'associazione Harambe dispone.
Non va dimenticato, accanto allo scopo dell'integrazione, il lavoro teso ad infondere il senso del rispetto e della comprensione dell'altro, il rispetto degli ambienti, soprattutto di quelli condivisi, e delle risorse comuni, a cominciare dai materiali utilizzati durante le attività: tutti elementi che vanno a beneficio della pacifica convivenza tra culture.
ATTIVITA '
Per raggiungere le finalità descritte, il primo passo da compiere è la creazione di un rapporto di reciproca fiducia, unito ad un'approfondita conoscenza dei ragazzi, delle famiglie e delle dinamiche instauratesi all'interno di Villa Salus; l'azione di |
Harambe deve essere tesa ad instaurare un rapporto diretto, di collaborazione e dialogo, per presentare ai soggetti istituzionali preposti eventuali problemi o richieste delle famiglie. Sul versante pratico, il progetto di dopo-scuola conta sulle forze e sulla disponibilità volontaria di una cinquantina di studenti dell'Università di Bologna, e sulla conoscenza diretta di quanto accade dentro alla struttura e di come è stata fino ad ora gestita, con un impatto a nostro avviso frammentato e ineffciente.
La condizione base è avere 10 volontari per 6 pomeriggio alla settimana (dalle 16 e 30 alle 19 e 30 circa, domenica esclusa), di modo da poter svolgere le seguenti attività:
all'interno di Villa Salus, nella palestra e nelle 3 stanze disponibili al piano terra:
- attività ricreative per i bambini , volte alla conoscenza reciproca, all'inclusione e all'incontro attraverso giochi di gruppo, giochi didattici, disegno e libero sfogo alla creatività costruttiva;
- aiuto nello svolgimento dei compiti e di altre attività scolastiche , prendendo contatto con gli insegnanti dei ragazzi iscritti a scuola e mantenendo un dialogo costante. La percentuale dei ragazzi che vanno regolarmente a scuola è molto bassa, di conseguenza risulta importante coinvolgere anche i genitori, di modo che siano anche loro ad incoraggiare la frequenza scolastica dei figli;
- corsi di supporto per l'apprendimento dell'italiano per gli adolescenti (due giorni alla settimana, rapporto uno ad uno con l'insegnante), indirizzati a chi desidera iscriversi ad una scuola a partire da settembre 2006, ma presenta difficoltà nell'esprimersi in lingua italiana. Agli insegnanti, non qualificati, sarà affiancata una figura professionale, in grado di fornire indicazioni sulle metodologie e sugli strumenti da utilizzare. Il metodo dovrà, necessariamente, essere molto flessibile, causa la presenza di ragazzi con esperienze molto diverse tra loro: chi ha frequentato la scuola in Romania ma non ha studiato l'italiano, chi ha appena iniziato ad andare a scuola in Italia, chi ha interrotto e vuole riprendere gli studi;
- connessione con attività di orientamento (in ottica lavorativa o di studio) per i ragazzi più grandi: collaborazione con sportelli di orientamento gestiti da associazioni radicate sul territorio. Ascoltarli e capirne le motivazioni e le intenzioni per dar loro gli strumenti necessari a compiere una scelta consapevole sul proprio futuro, è un atto dovuto in un ottica di integrazione e di costruzione di una società multietnica che garantisca ad ognuno i propri diritti;
- laboratori di discipline artistiche cui bambini/ragazzi si dichiarino particolarmente interessati: laboratorio creativo (utilizzo di materiale riciclato e non), giocoleria, musica, danza, teatro, pittura, marionette. Il tutto nell'ottica di finalizzare i laboratori ad un unico obiettivo, quale uno spettacolo teatrale, di marionette o altro, che sia l'espressione delle idee e del coinvolgimento dei bambini/ragazzi;
- iniziative che possono nascere dalla collaborazione con altre realtà associative , che siano singole giornate o proposte di un progetto comune;
fuori da Villa Salus:
- uscite con i bambini ed i ragazzi, nel periodo primaverile, per far loro conoscere una città che dovrebbe accoglierli e nella quale dovrebbero potersi sentire a casa; o semplicemente per offrir loro alcune ore di svago all'aperto;
- accompagnamento iniziale dei ragazzi più grandi a sportelli di orientamento o corsi (vedi connessione con attività di orientamento)
- possibilità di vacanze estive per i ragazzi avvalendosi dell'organizzazione già disposta per questo da altre associazioni (centri Rousseau), condividendone eventualmente le spese di realizzazione.
VOLONTARI
Attualmente il progetto coinvolge una cinquantina di volontari, che si recano ciascuno 1 o 2 pomeriggi a settimana a Villa Salus. L'associazione si propone di coinvolgere a breve un numero maggiore di volontari, per alleggerire il carico di impegno richiesto e per rendere l'intervento ancora più efficiente e strutturato.
Ogni giornata ha un gruppo di volontari e un coordinatore fissi per almeno 3 mesi, elemento che permette la coesione e il coordinamento tra animatori, oltre che il maggiore affiatamento dato anche dai rapporti di amicizia che si instaurano. Ogni intervento è preceduto da un incontro dei volontari che organizzano le attività e pianificano il pomeriggio pur lasciandosi margini di flessibilità in base agli stimoli che propongono i ragazzi.
Sono inoltre previste riunioni quindicinali tra tutti i volontari del progetto, per il coordinamento tra le varie giornate, l'organizzazione di "eventi" (festa di natale, festa di carnevale, etc), la ricerca e la gestione dei fondi, la diffusione del progetto, etc
C'è inoltre un coordinamento con i volontari del progetto Coccinella, operante presso il campo Trebbo di Reno, per la condivisione delle linee d'azione elaborate negli anni di esperienza.
Villa Salus è raggiunta dai volontari con un pulmino di proprietà dell'associazione, utilizzato anche per l'accompagnamento dei minori per le attività esterne dalla struttura.
COSTI
Segue il bilancio preventivo delle spese per l'anno 2006:
1. Carburante per il pulmino utilizzato per il trasporto dei volontari a Villa Salus: 800 euro
2. Assicurazione dei volontari impegnati: 900 euro
3. Formazione e aggiornamento dei volontari, con interventi di operatori culturali e tecnici linguistici per l'insegnamento dell'italiano: 400 euro
4. Spese amministrative (telefonate per il coordinamento dei volontari): 300 euro
5. Materiale di cancelleria e per i laboratori (necessario per tutte le attività educative e ludiche previste): 2400 euro
6. Partecipazione dei bambini ad attività esterne di carattere educativo e ricreativo (nello specifico i "Centri estivi Rousseau"): 1000 euro
Totale: 5800 euro
L'associazione organizza regolarmente (circa ogni 3 mesi) delle cene di autofinanziamento rivolte alla cittadinanza e specificatamente al mondo universitario per la diffusione e la promozione delle attività che svolge. Da queste iniziative si preventiva un entrata di 3000 euro all'anno, da spartire tra tutti i progetti dell'associazione.
TEMPI
Il progetto ha iniziato la sua fase operativa nel gennaio 2006, preceduta da un'attività preparatoria di 2 mesi. Non è negli intenti dell'associazione definire un termine di fine progetto, anche se -stando a quanto previsto dal comune di Bologna- nel novembre 2006 l'esperienza di Villa Salus dovrebbe concludersi e si dovrebbero rintracciare soluzioni alternative per la sistemazione delle famiglie. |
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